[En] English/Italian discrepancies
The way wikipedia describes sociobiology is an interesting example of what I mean:
Here below and excerpt from the English version and the (almost) complete text of the Italian version. A comment will follow later.
[from the English wikipedia - retrieved today]
Sociobiology is a neo-Darwinian synthesis of scientific disciplines that attempts to explain social behavior in animal species by considering the evolutionary advantages the behaviors may have. It is often considered a branch of biology and sociology, but also draws from ethology, anthropology, evolution, zoology, archaeology, population genetics and other disciplines. Within the study of human societies, sociobiology is closely related to the fields of human behavioral ecology and evolutionary psychology.
Sociobiology investigates social behaviors, such as mating patterns, territorial fights, pack hunting, and the hive society of social insects. Just as selection pressure led to animals evolving useful ways of interacting with the natural environment, it led to the genetic evolution of advantageous social behavior. Applied to non-humans, sociobiology is uncontroversial.
Sociobiology has become one of the greatest scientific controversies of the late 20th and early 21st centuries, especially in the context of explaining human behavior. Criticism, most notably made by Richard Lewontin and Stephen Jay Gould, centers on sociobiology's contention that genes play a central role in human behavior and that variation in traits such as aggressiveness can be explained by variation in peoples' biology and is not necessarily a product of the person's social environment. Many sociobiologists, however, cite a complex relationship between nature and nurture. In response to the controversy, anthropologist John Tooby and psychologist Leda Cosmides launched evolutionary psychology as a branch of sociobiology made less controversial by avoiding questions of human biodiversity.
Definition
Sociobiology is based on the idea that some behaviors (both social and individual) are at least partly inherited and can be affected by natural selection. It starts with the idea that these behaviors have evolved over time, similar to the way that physical traits are thought to have evolved. Therefore, it predicts that animals will act in ways that have proven to be evolutionarily successful over time, which can among other things result in the formation of complex social processes that have proven to be conducive to evolutionary fitness.
The discipline seeks to explain behavior as a product of natural selection; thus behavior is seen as an effort to preserve one's genes in the population. Inherent in sociobiological reasoning is the idea that certain genes or gene combinations that influence particular behavioral traits can be "passed down" from generation to generation.
[It] Dove l'inglese e l'italiano divergono
Il modo in cui wikipedia descrive la sociobiologia è un esempio interessante di quello che dico. Di seguito un estratto dalla versione inglese e nella sua interezza (o quasi) il testo della versione italiana. In seguito scriverò un commento.
[da wikipedia italiana - recuperato oggi]
Sociobiologia
La sociobiologia è una corrente della sociologia nata nella prima metà degli anni settanta come diretta conseguenza della crisi della stessa.
I precursori
Il termine sociobiologia fu utilizzato da John P. Scott e da Charles F. Hockett nell'immediato secondo dopoguerra, per descrivere una scienza interdisciplinare collocata a metà strada fra la biologia e la sociologia, fra le scienze della natura e quelle umanistiche.
In particolare, la sociobiologia nasce dall'esigenza di racchiudere l'intero agire sociale entro un unico grande denominatore: una strada che, fino alla summenzionata crisi, era seguita dagli esponenti del neopositivismo o funzionalismo. Se, nella tensione natura-cultura, nel periodo neopositivista era quest'ultimo concetto a fungere da denominatore; con la nuova corrente la matrice è di segno diametralmente opposto: l'agire umano e la socialità sarebbero totalmente riconducibili alla natura.
Non deve stupire quindi, la virata a 180° compiuta proprio da molti funzionalisti che iniziarono ad abbracciare una teoria apparentemente opposta a quella sostenuta fino a quel momento: ciò che non muta, infatti, è l'esigenza di ricondurre ogni fenomeno ad un unico assoluto riassuntivo. Non più la produzione culturale dell'uomo, ma una serie di processi di selezione naturale.
Quindi la sociobiologia istituisce un collegamento tra la teoria neodarwiniana evoluzionistica attuata in base alla selezione naturale, la idoneità del genotipo di influire sul fenotipo comportamentale, e la ottimizzazione della idoneità riproduttiva.[1]
Il punto focale della indagine sociobiologica è il rapporto genotipo-fenotipo, ovverossia gene-comportamento. I sociobiologi hanno affermato che il comportamento sociale è pur sempre un fenotipo, e perciò è legato alla interazione tra ambiente e genotipo. Questo ultimo può incidere a seconda dell'età, del comportamento ricercato, del contesto.
L'assunto dei ricercatori sociobiologi è che a causa del comportamento, il genotipo subisca l'incidenza della selezione naturale, quindi in base alle regole del comportamento adattivo differenziale, anche i geni relativi al nuovo tipo di comportamento, prenderanno il posto di quelli antichi, aumentando la percentuale di individui adattati ottimamente all'ambiente.
Le posizioni fondamentali della sociobiologia sono che un singolo o un gruppo di geni influenzino il comportamento umano, allo scopo di favorirne l'adattamento; il comportamento, individuale e collettivo, rappresenta una risposta alle pressioni dell'ambiente e del genotipo; i geni producono gli elementi necessari per una ottimale riproduzione; così come i geni sono incessanti replicatori, anche l'uomo possiede replicatori culturali, i memi, che si trasmettono da una mente all'altra.[2]
Intorno alla fine degli anni settanta, la sociobiologia ha sviluppato vari concetti pregnanti, quali la massimizzazione dell'idoneità complessiva (la motivazione primaria dell'uomo che consiste nel compiere i maggiori sacrifici per assicurarsi una linea riproduttiva), l'altruismo (ridurre il successo riproduttivo aumentando il successo altrui), l'investimento parentale (costi della riproduzione), la strategia evolutivamente stabile (rendere conveniente il bilancio tra guadagni e perdite).
1975: La "Nuova Sintesi"
La prima definizione "ufficiale" risale al 1975, ed è contenuta nell'opera Sociobiologia: La Nuova Sintesi, di E.O. Wilson : "Lo studio sistematico delle basi biologiche di ogni forma di comportamento sociale".
Enunciazione limitata dallo stesso autore che, prudentemente, si curò di premettere così:
« Resta da vedere se le scienze sociali possano essere biologizzate". Ovvero, si chiese se quest'ultime potessero essere riadattate ai princìpi fondamentali della scienza genetica. »
Lo stesso Wilson spiegò che una gran parte della sociobiologia derivava dalla zoologia, e invitava gli scettici a non scandalizzarsi se i principi, i metodi e la terminologia applicati negli studi sugli animali (topi e mosche), erano ripresi per le applicazioni sugli esseri umani.[3]
E.O. Wilson chiarì che la relazione fra i geni e il comportamento sociale umano è vincolato da tre ipotesi:
* la mente si è evoluta al punto di dipendere esclusivamente dalla cultura;
* il comportamento è vincolato dai geni e tutti possediamo il medesimo potenziale;
* la specie umana è programmata, ed è in grado di evolversi ulteriormente.
1977: evoluzione per selezione naturale
Nel 1977 esce Sociobiologia e comportamento, di D.P. Barash, opera che getta le basi per un vero e proprio neo-darwinismo: si associa la concezione sociobiologica all'etologia e al comportamentismo, al fine di dimostrare che è il livello biologico a fungere da asse portante dell'evoluzione della società.
D.P. Barash si preoccupa altresì di dettare i postulati su cui fondare tale teoria.
* Gli organismi hanno la tendenza a riprodursi esponenzialmente, in controtendeza con le collettività, che invece tendono a rimanere stabili.
* Le caratteristiche dell'individuo sono classificabili entro due macro-categorie: quella genotipica e quella fenotipica. Fanno capo alla prima le caratteristiche inerenti al corredo genetico; alla seconda quelle direttamente osservabili.
* Gli individui più "adatti" avranno maggiori chances per riprodursi: la selezione non è più legata all'idea di lotta (vedi Darwin), bensì all'idea di adattamento all'ambiente circostante.
* I fenotipi (comportamento, struttura) negativi tenderanno a scomparire col passare delle generazioni.
* Di contro, i fenotipi adatti all'ambiente si trasmetteranno con estrema facilità.
Mentre con Darwin e Spencer l'evoluzionismo era applicato soltanto alla biologia, con le nuove teorie il suo impatto viene esteso anche alla sfera del comportamento quotidiano.
Note
1. ^ "Sociobiologia e natura umana" di autori vari tra cui E.O.Wilson, ed.Einaudi, Torino, 1980 (pag.VII-VIII "Oltre il gene egoista" di Luciano Gallino)
2. ^ "Sociobiologia e natura umana" di autori vari tra cui E.O.Wilson, ed.Einaudi, Torino, 1980 (pag.XXXIV-XXXV "Oltre il gene egoista" di Luciano Gallino)
3. ^ "Sociobiologia e natura umana" di autori vari tra cui E.O.Wilson, ed.Einaudi, Torino, 1980 (pag.4-5 "Che cosa è la sociobiologia ?" di E.O.Wilson)
Bibliografia
* Edward Osborne Wilson, Sociobiologia e natura umana, Nuovo Politecnico, 1978
[Questo è il contenuto della pagina al 6 lug 2009, ultimo aggiornamento il 23 giu 2009]
martedì 7 luglio 2009
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